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La gestione dei rifiuti in epoca Covid-19: le soluzioni messe in campo da Alea Ambiente

Abbiamo deciso di fare il punto con Paolo Di Giovanni, direttore generale di Alea Ambiente sulla situazione attuale e sulle prospettive future. Alea Ambiente tutela il territorio e gestisce le risorse in maniera sostenibile, a partire dalla prevenzione della produzione del rifiuto in 13 Comuni della provincia di Forlì.

 

  • Gli impianti sono rimasti fermi e il sistema della filiera del riciclo si è bloccato. I rifiuti legati al lockdown in che modo hanno inciso sul ciclo di smaltimento?

 

Durante il lockdown Alea Ambiente è stata impegnata in prima linea al fianco dei cittadini, da una parte attraverso la sanificazione delle strade, dall’altra con la gestione del servizio di raccolta porta a porta, in particolare nei confronti di abitazioni in cui erano presenti persone positive al tampone, o in condizioni di isolamento o quarantena obbligatoria imposte dall’AUSL. In questi casi, dove le disposizioni in vigore prevedevano la sospensione della raccolta differenziata e lo smaltimento in inceneritore dei rifiuti prodotti, abbiamo potenziato il servizio di raccolta del rifiuto secco (indifferenziato), fornendo a questi utenti, tramite il nostro call center, la possibilità di richiedere una raccolta dedicata a chiamata. Per quanto riguarda invece il sistema della filiera del riciclo, pur essendo consapevoli del suo momentaneo fermo, questo non ha inciso sulla nostra attività, che è proseguita con il conferimento dei rifiuti nei consueti impianti di destino finale.

 

  • La chiusura delle attività produttive e commerciali ha provocato da un lato una momentanea diminuzione di rifiuti speciali e urbani, dall’altro però ha visto un aumento esponenziale dei rifiuti sanitari. Come è stata gestita l’emergenza in tal senso? Quali sono state le linee guida emanate dal Governo anche in materia di tutela degli operatori?

 

Per tutto il periodo dell’emergenza, Alea Ambiente ha seguito scrupolosamente le disposizioni emanate dal Ministero della Salute, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’AUSL Romagna, sia rispetto al trattamento dei rifiuti sanitari, sia in termini di sicurezza degli operatori: dotazioni di materiale igienizzante e disinfettante per le mani e per la pulizia degli abitacoli dei veicoli, oltre ai dispositivi di sicurezza individuali già previsti (guanti, scarpe antinfortunistica, ecc.). A tutela degli operatori di sportello, invece, si è limitato l’accesso agli utenti, incentivando l’utilizzo di canali online o telefonici per le comunicazioni non urgenti. Infine, in merito alle attività produttive, abbiamo adottato tutta una serie di misure per aiutare le imprese, che durante il lockdown erano state in molti casi costrette a sospendere la produzione: dall’azzeramento della TARIP per il periodo di inattività ad agevolazioni sul pagamento del conguaglio 2019.

 

  • L’emergenza Covid-19 ha in qualche modo portato alla luce eventuali fragilità nel sistema di gestione dei rifiuti? Può servire da spinta ad accelerare il passaggio verso l’economia circolare?

 

È difficile dire se la situazione abbia favorito un passaggio verso l’economia circolare, ma per quanto riguarda il territorio servito da Alea Ambiente, possiamo dire che ha confermato l’efficacia del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti che abbiamo costruito a partire dal 2018. In particolare, la raccolta porta a porta ha rappresentato un valore aggiunto per gli utenti, sia per quelli positivi o in quarantena, sia per gli altri, che in ogni caso durante il lockdown non hanno dovuto preoccuparsi di uscire per conferire i rifiuti, lasciando che fossero i nostri operatori a recuperarli sotto casa loro.

 

  • L’Istituto Superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) ha stimato che a fine anno solo per mascherine e guanti si butteranno nell’immondizia quasi 300 mila tonnellate che vanno nella raccolta indifferenziata. A questi si aggiungono i prodotti monouso che, dai take away dei bar ai mantelli di tessuto non tessuto dei parrucchieri fino alle visiere delle estetiste, sono in crescita per evidenti motivi di igiene e sicurezza. Guardando ad un futuro più sostenibile, quali soluzioni possono essere messe in atto per migliorare le previsioni?

 

Il modello promosso da Alea Ambiente si basa su un sistema virtuoso che considera il rifiuto una risorsa da cui generare valore, e che punta a tutelare l’ambiente e chi lo abita attraverso la riduzione dei rifiuti prodotti e l’aumento della percentuale di raccolta differenziata (che oggi ha raggiunto la ragguardevole quota dell’82% nel nostro territorio). Per questo, non possiamo che essere preoccupati dall’aumento dell’utilizzo di prodotti monouso e in quello, che ne consegue, nella produzione di rifiuto indifferenziato; sicuramente molti di questi prodotti potrebbero essere sostituiti, come già si sta in parte facendo, con quelli lavabili e igienizzabili, ma questo fa parte di un tema più ampio, che interessa la sensibilità e la mentalità collettiva; aspetti su cui Alea Ambiente cerca di fare leva costantemente con campagne informative e di sensibilizzazione, ad esempio sulla qualità dei materiali da avviare a riciclo.

 

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